domenica 21 febbraio 2010

SFRUTTAMENTO MINORILE





Il problema dello sfruttamento del lavoro minorile è globale, riguarda ormai ogni angolo della Terra. Migliaia di fotografie in bianco e nero potrebbero apparire davanti ai nostri occhi, raccontandoci altrettante storie di sfruttamento: i cucitori di palloni in Pakistan, gli intrecciatori di tappeti indiani, i raccoglitori di canna da zucchero in Brasile…non dimenticando i cinque milioni e mezzo di adolescenti che vengono impiegati negli Stati Uniti d’America.




Questo problema, accomuna tristemente Paesi evoluti e Paesi poveri; le sfaccettature che lo caratterizzano sono diverse, ma esiste un unico crudele presupposto: lo sfruttamento, l’indigenza, la povertà, l’infanzia negata.


Perché…?

La prima causa di questo fenomeno è sicuramente la povertà; molte storie di sfruttamento partono dalla necessità di sfamare una famiglia che ha perso il padre o che si è indebitata o più semplicemente che si è ampliata con l’arrivo di nuovi nati.
Molti Stati, inoltre, si sono indebitati con altri governi o con banche straniere private. Il peso di questo debito è diventato insostenibile per molti Paesi, aggravato dagli interessi e dalla rivalutazione del dollaro. Nonostante i piani di aggiustamento strutturale proposti dal Fondo Monetario Internazionale, nella seconda metà degli anni Ottanta, il potere d’acquisto medio delle famiglie dell’Africa Subsahariana e dell’America Latina è ulteriormente crollato.
Non và inoltre dimenticato che i bambini e gli adolescenti subiscono angherie e ricatti, non hanno coscienza sindacale e dunque diventano la forza lavoro ideale per gran parte dei datori di lavoro. Vi sono poi le variabili culturali che aggravano il problema, sovrapponendo alle complicazioni economiche, antiche e nuove disparità sociali; questo fenomeno è ad esempio molto diffuso in India dove le leggi nazionali che proibiscono il lavoro per i minori di quattordici anni non vengono messe in pratica per i bambini della casta degli “intoccabili”.
Su tutte queste variabili culturali, infine, domina quella “di genere”, che fa sì che nel mondo le bambine siano, a parità di età e di provenienza sociale, più penalizzate dei maschi. A molte di esse si nega ancora il diritto all’educazione di base con l’effetto di mantenerle ai livelli più infimi della scala sociale e di assoggettarle, una volta cresciute, allo sfruttamento da parte del marito.

L’istruzione è l’unico vaccino efficace che può stroncare questa piaga tremenda. Il fabbisogno per rendere l’istruzione un diritto concreto per tutti i bambini del mondo, ammonterebbe a diecimila miliardi di dollari l’anno: quattro giornate di spese militari mondiali…


Come…?

Analizziamo brevemente le varie forme di lavoro minorile:

-Il lavoro domestico di bambini e adolescenti è un fenomeno sommerso, difficilmente quantificabile, ma molto diffuso. Malnutrizione, orari di lavoro massacranti e sfruttamento sessuale sono considerati come complemento del loro impiego. In Sri Lanka una famiglia su tre ha in casa un servo bambino di età inferiore ai quattordici anni, in Kenya una su cinque;
Dai telai del Nepal, alle piantagioni di canna da zucchero del Brasile, dai cantieri edili birmani, alle tende del deserto della Mauritania, centinaia di migliaia di bambini pagano con il lavoro forzato i debiti contratti dai genitori;
-Lo sfruttamento sessuale coinvolge circa un milione di minori ogni anno nel mondo. L’introito di enormi quantitativi di valuta straniera, scoraggia molti Paesi ad attuare una seria politica di eradicamento di queste pratiche. L’abuso sessuale è inoltre una pratica molto diffusa per molti datori di lavoro che, in questo modo, affermano la loro assoluta prepotenza su persone non in grado di difendersi o di far valere i propri diritti più elementari;
-Il lavoro nelle industrie e nelle piantagioni comprende attività pericolose e pesanti che sottopongono il fisico dei minori a gravi rischi. Essi infatti raccolgono il thè nelle piantagioni irrorate di pesticidi nello Zimbabwe, scavano nelle miniere di carbone della Colombia, rischiando la vita a causa di metodiche lavorative antiquate e pericolose;
Un bambino che vende bevande nella stazione ferroviaria, che lucida le scarpe di fronte ad un albergo o che raccoglie in una discarica rifiuti da riciclare, è innanzitutto un bambino che lavora.
-Il lavoro di strada è spesso facile bersaglio di azioni repressive a volte spietate, condotte in nome dell’ordine pubblico e della difesa della proprietà;
-Il lavoro familiare si svolge nella casa o nel campo dei propri genitori e molte volte impedisce la frequenza della scuola o pregiudica uno sviluppo sano nelle fasi più delicate della crescita. Il livello eccessivamente basso dei salari dei genitori a volte è alla base del lavoro familiare dei bambini. Ad esempio in Pakistan, un cucitore di palloni da calcio, guadagna circa mezzo dollaro a pallone e in una giornata riesce a cucirne in media tre. E’ quasi inevitabile che uno o più figli saranno coinvolti nella cucitura, per riuscire a sfamare l’intera famiglia.









Il grafico qui di seguito riportato, indica quanti bambini lavoratori sono presenti in:


Amici del Mondo.it



Visualizza Sfruttamento minorile in Africa in una mappa di dimensioni maggiori



mercoledì 17 febbraio 2010

L'ACQUA


Corriere della Sera

Terzo mondo: è allarme per la carenza d'acqua

Oggi si celebra il World water day. Un rapporto dell'Oms avverte: oltre un miliardo di persone prive di acqua potabile
MILANO - Oltre un miliardo di persone vive senza acqua potabile. Oltre 3,4 milioni di uomini, donne e bambini muoiono ogni anno per malattie legate alla carenza di acqua. Miliardi di dollari vengono spesi in tutto il mondo per porre rimedio da un lato alla siccità dall'altro alle alluvioni. Sono solo alcuni dei dati diffusi dall'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) in vista della Giornata mondiale dell'acqua che viene celebrata oggi.

IL «WATER DIVIDE»- La Terra è ricoperta per oltre due terzi di acqua, ma solo il 2,5% delle acque presenti sul pianeta è bevibile senza dover ricorrere a costosi processi di desalinizzazione. A causa poi del fatto che gran parte dell'acqua bevibile è sotto forma ghiacciata, si stima che l'acqua realmente utilizzabile sia inferiore all'1%. Gli idrogeologi ritengono che il flusso annuale di acqua bevibile sia compreso tra 35.000 e 50.000 Km cubi.


Le scorte d'acqua bevibile presenti nel mondo nel 2000 e la loro capacità di soddisfare la popolazione presente sul territorio (Fonte Oms)
A causa di ragioni climatiche e al duplice fattore dell'inquinamento industriale e dell'utilizzo di pesticidi e fertilizzanti in agricoltura le scorte di acqua bevibile stanno tuttavia diminuendo. Per questo motivo l'Oms ha lanciato un vero e proprio allarme legato in particolare al fatto che la disponibilità d'acqua per i Paesi del Terzo Mondo sta diminuendo più rapidamente che sul resto del pianeta. Per due ragioni: da un lato la crescita demografica che tocca soprattutto Asia ed Africa e che porterà a raggiungere il 7 miliardi e 800 milioni di abitanti nel 2025. Dall'altro il fatto che le risorse d'acqua potabile sono, per motivi climatici, prevalentemente presenti nell'emisfero nord del pianeta. Il divario tra il Nord e il Sud del mondo relativamente alla disponibilità di acqua è quindi in aumento.

ACQUA E SALUTE - Oltre il 40% dell'umanità vive in cattive condizioni di igiene a causa della mancanza d'acqua. E solo a causa di infezioni dovute a contaminazioni batteriche dell'acqua, come quelle provocate dal batterio Shigella, muoiono 2,2 milioni di bambini ogni anno.


Gli stagni sono spesso la sola fonte d'acqua in molti Paesi del Terzo Mondo.
Altri gravi problemi per la salute pubblica nascono dall'urbanizzazione crescente. La popolazione che vive nelle città (2,8 miliardi nel 2000) è destinata ad aumentare fino a 3,8 miliardi nel 2015. Città più grandi richiedono quantità d'acqua sempre maggiori oltre ad essere a loro volta gigantesche fonti di inquinamento delle acque attraverso gli scarichi urbani.
Per porre rimedio a questa situazione L'Oms ritiene necessario investire ogni anno in strutture per la sanitarizzazione e potabilizzazione delle acque almeno 23 miliardi di dollari (circa 50.000 miliardi di lire) ogni anno per 15 anni. Le risorse stanziate al momento ammontano invece a 16 miliardi di dollari l'anno.
Un altro grave problema è quello delle errate misure per la poabilizzazione delle acque. In Bangladesh all'inzio degli anni '80 furono usate massicce dosi d'arsenico per potabilizzare l'acqua. Ora l'Oms stima che da 35 a 77 milioni di persone su una popolazione di 125 milioni sia a rischio cancro.


Marco Letizia




Spero con questo articolo del Corriere e il video di aver reso abbastanza l'idea del problema della scarsita' d'acqua nel mondo. Non solo questo problema riguarda i paesi del terzo mondo ma di questo passo, guardando a grafici, nn saranno solo questi a soffrire la sete. Siamo tanti, l'acqua e' poca e una meta' di noi la spreca senza ritegno. Alcuni per conservarla addirittura hanno deciso di farla pagare. Far pagare non solo un diritto umano ma inalienabile. Sono convinta che l'acqua sarebbe risparmiata se l'altra meta del mondo avesse un po di buon senso e pensassero ai rischi che tutti corriamo.

AMABILI RESTI

Amabili resti è un film drammatico diretto dal regista premio Oscar Peter Jackson che uscirà al cinema il 12 febbraio.
Il film racconta la storia di Susie Salmon (Saoirse Ronan), una quattordicenne barbaramente uccisa da un vicino di casa.

Susie è la classica adolescente che vive nella provincia americana: ha una famiglia che le vuole bene, una sorella e un fratello minore, una bella villetta in un quartiere tranquillo. Ama fare fotografie, andare in bici e sta vivendo i primi amori adolescenziali.

Un giorno però tutto cambia: George Harvey, un vicino di casa, apparentemente innocuo la uccide. Susie però non vuole lasciare i suoi affetti familiari e così dal limbo, mondo di passaggio per il paradiso, veglia su di loro.
Non può intervenire, ma solo vegliare sul dolore dei suoi familiari e presto scoprirà anche la verità sul suo assassino.

“Amabili resti” è un film sulla morte, ma anche sulla vita, sull’amore incondizionato di un padre nei confronti della propria figlia, sui sogni infranti di un’adolescente.Peter Jackson con questo film regala momenti di grandissimo cinema: poesia, angoscia profonda e dilaniante dolore ma anche magia e sogno.
Adattare un best seller al grande schermo è sempre difficile, soprattutto se il libro in questione è un groviglio di sentimenti strazianti. Il libro naturalmente è molto più articolato, più complesso, più drammatico del film.

Il regista riesce comunque, a modo suo e attraverso i suoi occhi, a trasmettere le sensazioni e le emozioni di Alice Sebold in questo piccolo gioiello cinematografico.